La scelta dello spessore dei pannelli sandwich è fondamentale per garantire il comfort termico del capannone e contenere i costi energetici. In questa guida analizziamo tutti i fattori da considerare.
I fattori che influenzano la scelta
Lo spessore ideale dipende da diversi elementi che devono essere valutati insieme:
- Zona climatica: In Italia esistono 6 zone, dalla A (più calda) alla F (più fredda)
- Destinazione d'uso: Magazzino non riscaldato, produzione, uffici
- Requisiti normativi: Trasmittanza termica massima consentita
- Budget disponibile: Investimento iniziale vs risparmio energetico
Gli spessori più comuni e quando usarli
I pannelli sandwich sono disponibili in diversi spessori, ognuno adatto a specifiche esigenze:
40-50 mm
Adatti per magazzini non climatizzati o tettoie. Offrono una protezione base dalle intemperie ma isolamento termico limitato. Trasmittanza termica: circa 0,45 W/m²K.
60-80 mm
La scelta più diffusa per capannoni industriali in zona climatica D-E. Buon compromesso tra costo e prestazioni. Trasmittanza termica: 0,35-0,28 W/m²K.
100-120 mm
Consigliati per zone climatiche E-F o edifici con elevate esigenze di comfort. Permettono di rispettare i requisiti CAM. Trasmittanza termica: 0,22-0,19 W/m²K.
Un pannello più spesso costa di più all'acquisto, ma si ripaga rapidamente con il risparmio sui costi di riscaldamento e raffrescamento.
Come calcolare il risparmio energetico
Per un capannone di 2.000 m² in zona climatica E, passare da pannelli da 60 mm a 100 mm comporta:
- Costo aggiuntivo: circa 8.000-10.000 €
- Risparmio annuo riscaldamento: circa 3.000-4.000 €
- Tempo di ritorno: 2-3 anni
La nostra raccomandazione
Per le nuove costruzioni o i rifacimenti completi, consigliamo sempre di optare per spessori da 80 mm in su. L'investimento iniziale leggermente superiore viene ampiamente ripagato nel tempo, oltre a garantire il rispetto delle normative sempre più stringenti sull'efficienza energetica.