Fotovoltaico a Terra
Quando è indicata e quando no
Quando è indicata
Il fotovoltaico a terra è la soluzione ideale quando la copertura non è disponibile o adeguata, ma c'è terreno disponibile. È indicato quando:
- L'azienda dispone di terreni inutilizzati, ex aree industriali o terreni agricoli marginali
- La copertura del capannone non è idonea (amianto non bonificabile, struttura portante inadeguata)
- Si vuole realizzare un impianto di grande potenza (oltre 500 kWp) non alloggiabile su tetto
- Il terreno è classificato come area idonea per le rinnovabili (D.Lgs. 199/2021)
Quando non è indicata
Il fotovoltaico a terra non è sempre la scelta migliore:
- La copertura del capannone è disponibile e adeguata — il fotovoltaico su tetto non consuma suolo aggiuntivo
- Il terreno ha vincoli paesaggistici, idrogeologici o urbanistici che impediscono l'installazione
- L'iter autorizzativo è troppo lungo rispetto alle esigenze del progetto — le pensiline fotovoltaiche spesso hanno iter più snello
Alternative da valutare:
Applicazioni tipiche
Aree industriali dismesse
Riconversione energetica di ex siti industriali, piazzali inutilizzati e aree brownfield. Il fotovoltaico valorizza terreni altrimenti improduttivi e contribuisce alla riqualificazione dell'area.
Terreni agricoli marginali
Installazione su terreni agricoli non produttivi o marginali, compatibilmente con le normative regionali. Il fotovoltaico agrivoltaico consente la coesistenza di produzione agricola e generazione elettrica.
Impianti di grande potenza
Per potenze superiori a 500 kWp-1 MWp, dove la superficie del tetto non è sufficiente, il fotovoltaico a terra è l'unica soluzione per raggiungere la potenza desiderata.
Comunità energetiche e PPA
Impianti a terra dedicati a comunità energetiche rinnovabili o a contratti PPA con acquirenti industriali che necessitano di grandi quantità di energia verde certificata.
Scheda tecnica
Scheda tecnica
| Potenza tipica | 100-5000 kWp |
| Struttura | Pali infissi / zavorre |
| Occupazione suolo | ~1.5 ha/MWp |
| Tracker | Fisso / Monoassiale |
| Iter autorizzativo | PAS / AU / VIA |
Vantaggi rispetto alle alternative
Potenza illimitata
A differenza del tetto, la potenza installabile a terra è limitata solo dalla superficie disponibile e dalle autorizzazioni. Impianti da 1-5 MWp sono comuni per aziende con consumi elevati o per investimenti energetici.
Inclinazione e orientamento ottimali
Le strutture a terra possono essere orientate e inclinate in modo ottimale per massimizzare la produzione, senza i vincoli della geometria del tetto. I tracker monoassiali aumentano la produzione del 15-25%.
Manutenzione più semplice
L'accesso ai moduli a terra è più semplice e sicuro rispetto al tetto: nessun rischio di caduta dall'alto, nessuna necessità di linee vita, possibilità di meccanizzare la pulizia dei pannelli.
Indipendenza dalla copertura
L'impianto a terra non dipende dallo stato della copertura: nessuna verifica strutturale necessaria, nessun vincolo di peso, nessuna interferenza con rifacimenti o manutenzioni della copertura.
Criticità tipiche
Consumo di suolo
Un impianto a terra occupa circa 1.5 ettari per MWp. L'occupazione di suolo è un tema sensibile dal punto di vista urbanistico e ambientale. Le normative stanno orientando gli impianti verso aree già compromesse (brownfield, cave dismesse).
Iter autorizzativo complesso
Per impianti sopra i 200 kWp serve la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata). Sopra 1 MWp può essere necessaria l'Autorizzazione Unica (AU) o la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). I tempi possono variare da 3 mesi a oltre 1 anno.
Sicurezza e recinzione
L'impianto a terra richiede recinzione, sistema di videosorveglianza e impianto antintrusione per prevenire furti di pannelli e cavi. Questi costi aggiuntivi vanno inclusi nel business plan.
Connessione alla rete
Per impianti di grande potenza, la connessione alla rete di media tensione può richiedere opere significative (nuova cabina, linea dedicata) con costi e tempi che dipendono dalla distanza dal punto di connessione.
Fattori che influenzano costi e tempi
Potenza dell'impianto
Il costo unitario per kWp diminuisce significativamente con la scala. Impianti da 1 MWp costano il 20-30% in meno per kWp rispetto a impianti da 100 kWp grazie alle economie di scala su strutture, moduli e installazione.
Tipo di struttura
I pali infissi nel terreno sono la soluzione più economica e veloce. Le zavorre in calcestruzzo costano di più ma non richiedono battitura. I tracker monoassiali aumentano il costo del 15-20% ma la produzione del 15-25%.
Connessione alla rete
Il costo di connessione dipende dalla potenza e dalla distanza dal punto di consegna. Per impianti di grande potenza, la connessione in media tensione può rappresentare il 5-15% del costo totale dell'impianto.
Ogni intervento è diverso. I fattori sopra elencati vengono valutati durante il sopralluogo gratuito per formulare un preventivo dettagliato e trasparente.
Integrazione con altri servizi.
Domande frequenti
L'occupazione di suolo dipende dalla tecnologia e dalla disposizione dei moduli. Con strutture fisse a inclinazione ottimale, servono circa 1.5 ettari per MWp (1.000 kWp). Con tracker monoassiali l'occupazione aumenta a circa 2 ettari per MWp a causa della maggiore distanza tra le file per evitare ombreggiamenti. Per un impianto da 500 kWp servono quindi circa 7.500-10.000 m² di terreno.
L'iter dipende dalla potenza: fino a 50 kWp basta una comunicazione al Comune (modello unico); da 50 a 200 kWp serve la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) con silenzio-assenso in 30 giorni; oltre 200 kWp-1 MWp serve l'Autorizzazione Unica (AU) dalla Regione. Per impianti oltre 10 MWp può essere necessaria la VIA. Le aree idonee (D.Lgs. 199/2021) beneficiano di iter semplificati.
Il tracker monoassiale segue il sole durante il giorno, aumentando la produzione del 15-25% rispetto alla struttura fissa. Il costo aggiuntivo è del 15-20%. In generale, il tracker è conveniente per impianti sopra i 500 kWp in aree con buon irraggiamento. Per impianti più piccoli o in aree con frequente nuvolosità, la struttura fissa offre il miglior rapporto costo/produzione.
Il tempo di ritorno dipende dalla potenza, dalla modalità di valorizzazione dell'energia e dagli incentivi. Per impianti in autoconsumo industriale, il rientro è tipicamente di 5-8 anni. Per impianti dedicati alla cessione in rete con incentivi CER o aste GSE, il rientro è di 7-10 anni. I contratti PPA a prezzo fisso garantiscono un rendimento prevedibile per tutta la durata del contratto.
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